Voglia di libertà
Ogni giorno c’è sempre qualcosa da fare, idee da riordinare, riassettare i pezzi dell’ anima perduti nella notte. Reinventarmi. Non capivo che cosa mi stava succedendo ma percepivo un’insolita voglia di ricominciare tutto da capo, di rimettermi in discussione e in gioco per non morire di realtà. Sentivo che a questo punto dovevo fermare il tempo. Ricordi d’ infanzia mi inondavano la mente: i vicoli del mio paese, l’ odore di maiale macellato nelle cantine sulla strada, il mosto che frizzava nelle narici, il vociare degli uomini col bicchiere in mano, le donne sedute per terra a cucire i materassi, l’ acqua che scorreva dentro i lavatoi. Ormai ero già sul treno e niente e nessuno poteva fermarmi. Ogni cosa era ferma e io correvo. Avrei voluto scrivere una lettera ma era una cosa che potevo fare anche dopo. Chi avrebbe mai compreso la mia fuga, il mollare tutto mandare al diavolo le responsabilità e gli impegni? Non volevo essere capito ma solo la mia libertà. Il treno si era fermato, era giunto al capolinea e dovevo scendere. La prima cosa che mi sorprese era che non ci fosse altra gente che scendeva con me e questo mi diede ansia ma anche un piacere insolito perché non dovevo dividere con nessuno questo luogo. Sceso mi incamminai verso una strada erta e curvilinea che non lasciava intravedere a lunga distanza. Intorno c’erano vallate cosparse disordinatamente di alberi, si sentivano gli uccelli cinguettare e ogni tanto un ronzio di un calabrone. L’ aria calda mi stava facendo sudare e mi fermai a sedere su un masso per asciugarmi…
Quando mi viene voglia di staccare la spina mi piglia così.